Giancane alla Terrazza del Gianicolo, concerto e scaletta

Doveva essere uno showcase acustico, il concerto di Giancane del 1 Ottobre all’Alcazar, sulla Terrazza del Gianicolo.

Doveva, perché per stessa ammissione del cantautore romano lui e la sua band hanno spinto per fare un concerto “il più normale possibile per i tempi in cui viviamo”.

Missione compiuta. L’esibizione che ci regalano all’ombra della statua di Garibaldi è al limite dell’assurdo per quanto divertente, allegra e coinvolgente, nonostante i compromessi imposti dalla situazione sanitaria attuale: solo posti seduti, a distanza.

Per un romano di Roma come Giancarlo Barbati (nome di battesimo di Giancane), suonare sulla terrazza che domina la città eterna sembra essere una scelta perfetta. Tanto più che, ci racconta, è tanto che non suona dal vivo. Lui e i suoi hanno solo un’ora a disposizione, e sono pronti ad usarla al meglio. L’unica richiesta? Non dobbiamo ballare, perché sennò “arrivano le guardie”.

Si comincia con un mini sound check sulle note di 2 volte sei, e già alla seconda traccia, Hogan Blu, l’esibizione è accompagnata da registrazioni di frasi esilaranti recitate dall’assistente vocale di Google. Noi siamo piegati in due dalle risate, e Giancane stesso deve fermarsi un paio di volte perché gli viene da ridere.


Questo è il clima che ci accompangerà per tutta l’esibizione, che si snoda sulle note delle tracce che hanno reso famoso l’ex componente del Muro del Canto, tra cui La vita, Limone – che anche se dal palco dicono che è una merda (cit) – è una delle mie preferite, Ipocondria, Vecchi di merda, fino a La stessa estate, con cui si chiude il concerto. 

Il tono dissacrante ed il candore che rendono unici i testi di Giancane rendono allo stesso modo unica questa serata. Le interazioni sul palco sono esilaranti, non c’è distanza tra chi suona e chi ascolta, tutti abbiamo voglia di divertirci e vorremmo abbracciarci e ballare insieme anche se possiamo farlo solo virtualmente. Cerchiamo in ogni caso di regalarci reciprocamente una bella serata. 

E quando Giancane nel salutarci, dopo aver rubato minuto dopo minuto all’ora che aveva a disposizione, ci guarda uno per uno augurandoci più volte di poterci rivedere di nuovo “tutti in piedi”, ci ricorda che si può fare musica ed intrattenere nonostante la situazione che ha reso la vita estremamente difficile per chi di musica ci vive. E senza prendersi tutto sul serio, parlando di tutto, dai vecchi di merda alle ansie e ai disagi che mai come adesso ci toccano. 

E se ci si prende troppo sul serio, probabilmente questo non è il concerto giusto a cui andare.

Scaletta del 1 Ottobre all’Alcazar:

2 volte 6 
Se fossi te
Hogan blu 
La vita  
L’amour toujours 
Ansia e disagio 
Limone 
Ipocondria
Ma tu no 
Buon compleanno Gesù 
Pare che dorme 
Vecchi di merda 
Una vita al top 
La stessa estate (1996)

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