Islanda, itinerario di 10 giorni ad Agosto

Ecco l’itinerario che abbiamo seguito nei nostri 10 giorni di viaggio

In questo articolo vi avevamo dato un po’ di informazioni pratiche sul mio viaggio in Islanda di Agosto. Come promesso, ecco il dettaglio dell’itinerario che abbiamo seguito.

Giorno 1 – arrivo, Reykjavik

Atterriamo a Keflavik, volando con IcelandAir. L’aeroporto è ad una cinquantina di minuti di distanza, noi abbiamo prenotato un transfer in anticipo (la macchina l’abbiamo ritirata il giorno dopo).

Reykjavik è una città carina, in questa occasione abbiamo visto il centro storico (sotto la pioggia, per fortuna avevamo previsto un’altra mezza giornata più avanti), la chiesa Hallgrímskirkja che sicuramente avrete visto online, alla fine della via colorata in arcobaleno. Bar carini con un po’ di movimento sono Bravó ed il Kaldi Bar.

Giorno 2 – Parco Þingvellir, Geysir, Gullfoss, Kerid, Vik

Sotto una pioggia incessante, il secondo giorno visitiamo il Parco Þingvellir, dove c’era l’antico parlamento islandese e dove si può attraversare la faglia che divide le placche tettoniche Americane ed asiatica. Da qui andiamo a Geysir, il primo geyser conosciuto che ha dato il nome a tutta la categoria. Anche se questo non erutta più, abbiamo visto Strokkur, che “esplode” regolarmente ogni manciata di minuti.

Ci dirigiamo poi a Gullfoss (scopriremo presto che tutto ciò che finisce con foss fa riferimento ad una cascata, e che in Islanda ce ne sono tantissime) ed al cratere Kerid, estremamente affascinante, dove addirittura Bjork ha fatto un concerto, su una zattera. Proviamo a visitare un punto panoramico da cui si vede Dyrholaey, ma purtroppo vediamo solo nebbia. Dormiamo a Vik, al Puffin Hostel, carino.

Geyser in azione a Geysir
Giorno 3 – Reynisfjara, Diamond Beach, Jokusarlon, Hofn

Vicino a Vik c’è Reynisfjara, una suggestiva spiaggia nera, resa unica dalle colonne di basalto che sono il risultato di rocce vulcaniche erose dal vento. In mare ci sono due faraglioni, troll pietrificati dal sole, secondo la leggenda, mentre rubavano una nave. Dalle rocce circostanti si possono ammirare tantissime pulcinelle di mare.

Approfittando di qualche ora di pausa dalla pioggia, andiamo a Skaftafell, un parco naturale le cui due principali attrattive sono Svartifoss (la cascata nera) e un sentiero che conduce ad una vista del ghiacciaio che andremo a visitare più tardi.
La successiva tappa è infatti Diamond Beach, una spiaggia nera in cui pezzi di iceberg che si staccano dal ghiacciaio Vatnajökull (il maggiore d’Europa per volume!) e vanno verso il mare. Per ammirare appieno la maestosità del ghiacciaio, facciamo un’escursione in gommone con partenza da Jokusarlon. Da qui ci avviciniamo al ghiacciao, navigando intorno agli icerberg che popolano la laguna (con cautela, perchè come ci spiega la guida il 90% del volume si trova sotto il pelo dell’acqua) e vedendo addirittura un gruppetto di foche. Un’esperienza meravigliosa ed una delle escursioni più belle di sempre.

Provvidenzialmente, dormiamo in un posto adorabile vicino alla città di Hofn, la Nypugardar Guesthouse, dove mangiamo meravigliosamente, e che ha addirittura i bagni in camera (lusso! di solito sono in condivisione) oltre alla colazione il giorno successivo, evento piuttosto raro. Per rispetto del rischio relativo al Covid, ci divideranno sempre in gruppi per consumare la colazione – e ci capiterà sempre quello delle 7.30 del mattino, che fortuna!

Iceberg sulla Diamond Beach
Giorno 4 – Hvaines, Djupivogur, Seydisfjordur, Egilsstaðir

Il quarto giorno di viaggio ci regala uno dei tratti più belli in macchina, pieni di verde, macchie di alberi (che fino ad ora avevamo visto poco), campi, casette recintate, fattorie, tutto con il mare a fianco. Immancabili le pecore, che scopriremo vanno sempre in giro a gruppetti di tre, formati da mamma e due piccoli.

Per la prima volta sotto al sole, guidiamo verso il faro di Hvaines ed oltre, una bella costa piena di faraglioni fino a Djupivogur, porto più antico di Islanda che ha aderito al progetto cittaslow. Pranziamo al Langabud cafè – posto carino in una adorabile casetta rossa. Volevamo andare a vedere la cascata Hengifoss ma rinunciamo perchè il cammino di 2 ore a tratta ci spaventa un po’.

Andiamo invece in cerca della pulcinella di mare. facciamo un sacco di strada per arrivare in un posto bellissimo di cui purtroppo non ricordo il nome, dove c’è una grande colonia, ma dove abbiamo poca fortuna a livello di avvistamento. Ci fermiamo poi a Seydisfjordur, un paesino sui fiordi estremamente affascinante. Anche qui come a Reykjavik c’è una stradina color arcobaleno, fino alla chiesa. Facciamo una passeggiata e poi dormiamo ad Egilsstaðir.

Casetta/ristorante tipico a Djupivogur
Giorno 5 – Dettifoss, Asbyrgy Canyon

Di nuovo sotto un bel cielo azzurro, andiamo a visitare Dettifoss, la maggiore cascata europea. Maestosa e bagnata, vediamo l’arcobaleno e ci inzuppiamo – non scordatevi abiti impermeabili.

Da qui andiamo ad Asbyrgy, un grande canyon che si può raggiungere con diversi percorsi di trekking. Involontariamente ci troviamo in quello che dura un paio d’ore, con una parete di roccia da salire attaccati ad una fune. La vista e l’aver trovato una cascata da cui riempire la borraccia di acqua limpida ci ripaga della fatica (non eccessiva a dire il vero, il percorso è quasi tutto in piano), così come il pernottamento nella Skustustadir Guesthouse, una fattoria dove tutti noi abbiamo il bagno privato ed alcuni soggiornano in uno chalet con una grande cucina e sala, dove ceniamo tutti insieme.

La cascata di Dettifoss in Islanda
Giorno 6 – Lago Myvatn, Namaskard, Krafla, Hverir, Grjótagjá, Myvatn Natural Baths

Nella zona del Lago Myvatn, dove passeremo tutto il giorno, ci sono degli pseudocrateri: non producono magma, ma sono stati generati da esplosioni di gas quando la lava è passata sulle superfici della zona, come reazione con il freddo e l’acqua. Saliamo sul cratere del vulcano poco lontano, una spettacolare passeggiata sfidando il fortissimo vento – è quasi impossibile rimanere in piedi una volta raggiunta la vetta.

Visitiamo poi la zona delle solfatare di Namaskard, la caldera di Krafla, la zona geotermica di Hverir, la grotta Grjótagjá in cui è stata ambientata una famosa scena del trono di spade. Tutto è a pochi minuti di distanza.

La giornata è fredda, piovosa e ventosa, così ci godiamo ancora di più il bagno ai Myvatn Natural Baths, delle terme naturali in zona. Meno conosciute della Blue Lagoon (che comunque non resistiamo dal provare), ci piacciono ancora di più, sia per l’autenticità che per l’effetto delle acque sulla pelle. Preparatevi ad una corsa esagerata per passare dagli spogliatoi all’acqua bollente di una delle vasche.

Zona geotermica di Hverir
Giorno 7 – Goðafoss, Hauganes, Akureyri

Nuovo giorno, nuova cascata. Oggi è il turno di Goðafoss, la cascata degli dei. Scenografica al massimo. Ci dirigiamo poi ad Hauganes, dove faremo un’escursione per vedere le balene.

Ho visto che molto compagnie la propongono in gommone, noi abbiamo scelto invece di farla su un peschereccio. Credo sia consigliabile perchè è un’escursione di più di 2 ore in cui è possibile soffrire la barca – ci si allontana abbastanza dal fiordo. Non avevo mai fatto un’escursione di questo tipo prima, è stata meravigliosa, abbiamo visto moltissime balene in maniera molto ravvicinata.

Cena fuori ad Akureyri, cittadina con un po’ di vita e qualche ristorantino.

La città di Akureyri in Islanda
Giorno 8 – Budardalur, Stykkisholmur, Kirkjufell, Grundarfjordur

Questa è una giornata in cui sapevamo già che avremmo macinato chilometri, dovendo arrivare a Grundarfjordur (quasi 400 km). Lungo la strada, ci fermiamo casualmente a Budardalur e mangiamo qualcosa al Veidistadurinn, ristorante consigliatissimo con atmosfera adorabile e zuppa di pesce ottima.

Proseguiamo poi per la nostra destinazione, con uno stop a Stykkisholmur ed uno al punto panoramico presente in tantissime cartoline, il monte Kirkjufell. Neanche a dirlo, piove. Questo ci regala un bellissimo arcobaleno, ma anche l’idea di tornare il giorno dopo per fare qualche foto col sole.

Dormiamo al Grundarfjordur HI Hostel, consigliatissimo. Pulito, gestito da una famiglia italiana, e con camere spaziose (in Islanda è difficile trovare una camera in cui si riescano ad aprire contemporaneamente le valigie di tutti gli occupanti, qui abbiamo potuto farlo).

Ristorante Veidistadurinn
Giorno 9 – Bogarnes, Reykjavík, Blue Lagoon, Skagabraut

L’ultimo giorno completo in Islanda ci regala un tempo meraviglioso, che sfruttiamo innanzitutto per tornare al monte Kirkjufell per rifare foto. Passaggio veloce a Bogarnes, che non ci impressione più di tanto e che passiamo velocemente per spendere un po’ di tempo a Reykjavík, che avevamo visto sotto la pioggia ed il gelo. Oggi invece siamo più fortunati, passeggiamo sotto al sole al vecchio porto, ci fermiamo a mangiare al Grandi food hall, impresa ittica riqualificata in un piccolo mercato dello street food, facciamo un salto al mercato delle pulci e a vedere lo scintillante edificio che ospita la sala concerti e conferenze Harpa. Passaggio veloce per il centro e ci dirigiamo alla Blue Lagoon, che è come ci aspettiamo: bella seppur turistica e potenzialmente evitabile.

Per la notte ci spostiamo a Skagabraut, dove dormiamo nella bellissima Gardur Guesthouse, che si trova sulla stessa strada dell’omonimo faro. Atmosfera bellissima e un po’ hippie.

Blue Lagoon, Iceland
Giorno 10 – partenza

Sveglia alle 4.00 per partire col volo delle 7.40 da Keflavik.

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