Liam Gallagher a Roma, This Is Rock ‘N Roll

Farei fatica a pensare ad un gruppo che più degli Oasis abbia fatto da colonna sonora ad intere generazioni. Altrimenti come spiegare che siamo al Palazzo dello Sport, pronti per sentirlo, non solo io e Flami, ma anche suo fratello minore ed il suo papà. Un quartetto emozionato, in un’atmosfera da grandi occasioni.

Il parterre è pieno come non l’avevo mai visto, sono le 21, ma sicure che Liam non comincerà mai in orario io e Flami siamo già in fila per il bar. Parte un coro del Manchester. Questo può voler dire solo una cosa. Ci guardiamo con gli altri ragazzi in fila, non ci possiamo credere.

Abbiamo solo due persone davanti, Flaminia mi guarda: “Cosa avrebbe fatto Liam?”. Direi lo stesso, soprattutto perchè rimediamo 6 birre pur avendone chieste 3. Tant’è che siamo dentro in tempo per goderci quasi tutta Rock N’ Roll Star. E Liam, con parka bianco, mani dietro la schiena e “this is rock and roll” gridato alla folla in visibilio. 

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Prosegue con pezzi dai suoi album da solista, Shockwave, For What It’s Worth, li balliamo e li cantiamo, certo, ma se stiamo aspettando tutti la stessa cosa. 

E per fortuna Liam non ha nessuna intenzione di deluderci. E se a una prima occhiata sembra un po’ invecchiato, è quello di sempre. Ogni volta che apre bocca dice “fucking” ogni 3 parole e poi via, Morning Glory, la canzone che ha dato il titolo al disco più conosciuto della band di Manchester.

Ed infatti lo conosco pure io. E non solo io, ma anche tutti gli altri direi, visto il livello di decibel che si sprigiona. Si continua con Stand By Me, e poi con un’alternanza tra canzoni di Liam e degli Oasis, Once, Gas Panic!, Live Forever.

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A totale sorpresa parte addirittura Acquiesce, la mia preferita di sempre. Flami mi fa notare che le scritte proiettate sugli schermi, il ritornello da Because we need each other, We believe in one another in poi, per capirci, è la parte che solitamente veniva cantata da Noel. Uno dei tanti attimi di malinconia in cui credo tutti, abbiamo pensato ad una possibile reunion e a quanto sarebbe bello vedere entrambi sul palco.

Liam ci ha messo del suo quando a fine 2019 e poi qualche settimana fa ha indicato il 2022 come anno papabile.

Al di là dell’ironia dei messaggi, entrambi i fratelli sono sicuramente consci dell’effetto che fa ognuna di queste esternazioni, veritiere o meno. E parte del fascino degli Oasis deriva un po’ anche dalla loro storia, ma di questo magari parleremo un’altra volta.  

Torniamo a noi. Nella parte finale del concerto, Liam ce le fa cantare tutte: Roll With It, Supersonic, Champagne Supernova. I bicchieri volano sopra le teste, ci abbracciamo, abbiamo tutti la stessa età.

E poi lei. Nessuno mi credeva, a quanto pare non era in scaletta, ma io lo sapevo, gliela avevo sentita cantare anche nel concerto di Luglio a Collisioni.

Ed infatti, After all you are my Wonderwaaall.

É un momento senza spazio né tempo, sentire dal vivo un pezzo che hai sentito in ogni mood, in tutti gli arrangiamenti, in tutte le stagioni e con le compagnie più disparate. E alla fine parte pure Cigarettes and Alcohol, che a quanto pare non può mancare ad un concerto degli Oasis, ops, di Liam.

 

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